Grazie per i complimenti!! siete dolcissimee!
3° Capitolo“posso?” Laura aprì leggermente la porta dello studio di Alberta.
“Laura, certo, entra!”
Laura sorrise e si sedette alla scrivania, di fronte alla Caposala.
“com’ è andata con Corrado?” chiese l’ ultima.
“credo di averlo convinto almeno un po’!” rispose lei ridendo.
“Corrado non è cattivo, è solo… come dire… istintivo!”
“diciamo che ne ho appena avuto una dimostrazione…beh, almeno su qualcosa ci ha preso!”
“cosa?”
“quello che ha detto del Galilei… non c’ è andato molto lontano!”
“ah, beh, si… Sai, Corrado è molto amico di Stefano e dopo quello che gli hanno fatto, non vede di buon occhio li Galilei e chi ci lavorava…!”
“l’ ho capito, non ce l’ ho con lui, non ti preoccupare!”
“ma non ti sta tanto simpatico, vero?”
“effettivamente non è che sia proprio Mr Simpatia, ma è un mio collega ora e volente o nolente ci devo andare d’ accordo!”
Alberta rise “già… ma parlami un po’ di te adesso, allora, che mi racconti?”
“niente di interessante. Sono la stessa di qualche anno fa!”
“come mai sei arrivata qui? Sei stata trasferita?”
“veramente l’ ho chiesto io il trasferimento. Non proprio qui al S. Anna, ma… ho solo chiesto di cambiare ospedale!”
Alberta sorrise “so perché l’ hai fatto, ma probabilmente molti ti direbbero che sei stata una matta a lasciare un posto come quello!”
“si, lo so. E so anche che qui sarà tutto diverso. I turni sono più pesanti, ci si deve arrangiare per mancanza di attrezzature, ma non sarei rimasta in quello schifo un ora di più e poi mi avrebbero mandata via ugualmente!”
“che hai combinato, stavolta?!” chiese Alberta divertita.
“nulla, solo che, solo perché aveva molta considerazione di me rispetto ad altri nonostante l’ età, Guastalla credeva che io avrei accettato di testimoniare contro Majoli!”
“te l’ ha chiesto davvero?”
“si, e quando gli ho risposto che non l’ avrei mai fatto ha detto che ero un ingrata e che si era sbagliato sul mio conto!”
“e meno male…”
“già. Chissà che idea si era fatto su di me se mi ha chiesto una cosa simile. Mi aveva anche dato del tempo per pensarci ma io ho chiesto subito il trasferimento.”
“hai fatto benissimo, quello non era posto per te, credimi!”
“l’ ho capito solo adesso. E pensare che all’ inizio ero così felice di lavorare li e di essere così apprezzata da Guastalla. Se solo avessi saputo che razza di uomo era! Beh, comunque Sono felice che alla fine ne sia uscito pulito, Majoli. Piuttosto… Sara? Non deve averla presa bene!”
Alberta la guardò sconcertata “Sara? Ma perché la conosci?”
“sono anni che la conosco Alberta. Abbiamo frequentato assieme il liceo ed eravamo allo stesso corso all’ università. Poi, quando abbiamo cominciato il tirocinio, ci siamo divise e quindi non ci siamo più sentite tanto spesso!”
“ma dai? Ma sei proprio in famiglia allora, qui!”
“visto?” sorrise “a proposito. So che sostituisco lei, come mai?”
“è in viaggio di nozze con Stefano!”
Laura strabuzzò gli occhi, sinceramente sorpresa “si sono sposati? Sara e Stefano? Ma davvero?”
“te lo giuro! Si sono sposati proprio ieri e lei è incinta di quasi quattro mesi!”
“Però, non hanno perso tempo!”
“affatto!”
“ma dai, e chi l’ avrebbe mai detto! Sara con Majoli!” scosse la testa “mi fa proprio piacere, anche se non credo sia stato facile visto il suo cognome!”
“no, infatti è stata una storia un po’ tormentata, ma alla fine l’ amore ha vinto, come sempre!”
Sorrisero entrambe. Poi Alberta si appoggiò alla scrivania con i gomiti “e tu, invece?”
“Io cosa?”
“l’ amore… come va?”
Laura ci pensò un po’ “mmm…va!!”
“ma come va? C’ è o non c’ è?” Chiese
La giovane sorrise “si, si c’ è!”
“e chi è?”
“si chiama Marco, è un magistrato…”
“ma?” le chiese Alberta, comprensiva.
“ma nulla… ci amiamo… solo che… lui ultimante non fa che parlare di matrimonio, di figli, di futuro… ma io non sono pronta per una famiglia!”
Alberta si lasciò andare ad un sorriso.
“che c’ è da ridere?” chiese laura confusa.
“niente, è che mi sembra essere tornata a tanti anni fa, quando eri all’ inizio del tirocinio e mi raccontavi le tue impressioni, i tuoi dubbi, i tuoi problemi!”
Anche Laura sorrise “si, e tu riuscivi sempre a trovare una soluzione e a tirarmi su!” Si guardarono “sono contenta di averti ritrovata, qui!”
“anche io, tesoro… ma adesso dobbiamo andare, su che ti presento anche il resto del gruppo!”
Laura annuì, sorridente.
Corrado era accanto al nido. Stava parlando con Sergio, Arianna, Loredana e Rosario della nuova arrivata.
“certo che pure tu Corrado, bella figura che ci hai fatto fare!” sbottò Sergio.
“speriamo che adesso non pensi che siamo tutti cosi!” osservò Loredana.
Corrado cercò di difendersi “ma scusate mica è colpa mia, come potevo sapere che quella fosse proprio la nuova ginecologa!”
“appunto. Proprio perché non sapevi chi fosse potevi evitare di fare quella sceneggiata davanti a lei!” disse Arianna mentre dava uno sguardo ai piccoli nel nido.
“beh, comunque si è difesa bene!” rispose Corrado “ha un bel caratterino la ragazza. Potrebbe mettere molte cose a posto qui se avesse potere.”
In quel momento si avvicinò Nicola, e si intromise nella conversazione “no, ma voi ce dovevate essere… non avete idea delle risate che me so fatto!”
“ma di che parli, Nicò?” chiese Rosario
“della ginecologa nuova…la Castelli. Dovevate vedè come ha chiuso Corrado!”
“grazie, eh, Nicola!” commentò sarcastico Corrado.
“eh me scusi dottò ma lo devo proprio dire. E’ stata na scenetta troppo forte!”
“quindi t’ ha messo a posto eh Corrà?” rise Sergio.
Corrado provò a fare il vago “mah…diciamo che gliel’ ho lasciato fare!”
“si, come no!” replicò Arianna.
Rosario guardò oltre le spalle di Loredana “beh…comunque se è quella bella donna mora che arriva con Alberta, vi conviene stare zitti perché si avvicinano!”
Si voltarono tutti, intanto Alberta e Laura erano vicine a loro.
“ragazzi!” cominciò la prima “lei è Laura Castelli. Sostitiurà Sara, per il momento, ma rimarrà comunque un elemento fisso del S. Anna, anche quando Sara tornerà. E’ una mia cara amica quindi mi raccomando, trattatemela bene!” sorrise a Laura e poi guardò torvo Corrado.
“certamente Alberta, stai tranquilla!” fu la risposta di Sergio, che continuava a fissare Laura.
Alberta si allontanò, e Sergio fu il primo a presentarsi “io sono Sergio, specializzando in pediatria. Benarrivata!”
Laura gli sorrise “grazie, Sergio…” gli porse la mano “Laura!”
Anche gli altri la salutarono calorosamente, e Laura ricambiò con piacere.
“quindi viene dal Galilei, dottoressa?” chiese dopo Loredana.
Laura annuì “si, ho lavorato li fin da quando mi sono laureata… e comunque chiamami Laura!” rispose cordiale.
“qui è molto diverso dal Galilei, lo sai, vero?” le chiese dispettoso Corrado.
“non per me… sono entrambi due ospedali e io lavorerò qui esattamente come lavoravo lì!” rispose di rimando, mentre lo fissava con un’ aria di sfida.
“impossibile… qui non abbiamo le attrezzature che avete voi e non siamo così tanti. Sarà molto più difficile!”
Laura non fece una piega “non mi spaventa il lavoro duro, Dottor Milani, e per quanto riguarda le attrezzature… beh, farò i modo di farmele bastare. Dopotutto, nonostante i problemi, ho sempre sentito parlare bene del S. Anna”
“non grazie a quelli del Galilei. Tutti i risultati che otteniamo ce li guadagniamo, noi!”
“non ho dubbi… ma se pensa che tutti i medici che lavorano al Galilei siano buoni a nulla si sbaglia di grosso. Non tutti sono uguali a chi sappiamo noi, lì dentro.”
“beh, di certo avete il lavoro facilitato!”
Laura scosse la testa, esasperata “senta, io non lo so perché ce l’ ha con me e nemmeno mi interessa. Nemmeno lei mi è tanto simpatico se proprio lo vuole sapere ma dobbiamo lavorare insieme da oggi quindi si rassegni”
“dai Corrado davvero, stai esagerando adesso…” si intromise Arianna.
“esagerando? Non mi pare di aver detto nulla di male” guardò l’ orologio “e ora scusate, ma ho del lavoro da finire!”
Si allontanò velocemente. Laura lo guardava andare via. Poi si girò verso gli altri “Ma fa così con tutti o sono io che gli sto antipatica?”
Sergio scosse la testa “ma no, è fatto così, Corrado… è unico nel suo genere… vedrai che tra un po’ andrete d’ amore e d’ accordo!”
Laura lo fissò non molto convinta “sarà….”
“comunque dicevamo… come mai sei stata trasferita qua?” si interessò Rosario.
“ehm, veramente l’ ho chiesto io prima che Guastalla fosse arrestato. Diciamo che ho capito che avevo sbagliato punto di riferimento!”
“ma ha detto Alberta che sei una sua amica… la conosci?”
“si… quando ho cominciato il tirocinio lei lavorava al Galilei e… diciamo che ci fu subito una grande sintonia tra noi due… è stata lei a insegnarmi a prendersi cura davvero delle pazienti, a curare anche la loro mente, il loro animo e non solo il loro corpo. All’ inizio infatti la sola cosa che mi interessava era fare bene il mio dovere, non sbagliare un iniezione o fare la diagnosi esatta, ma Alberta mi ha fatto capire che non era solo quello a fare un bravo medico. Se adesso sono una ginecologa lo devo soprattutto a lei”
Rosario sorrise “Alberta è davvero una bella persona… ma all’ epoca era ancora ostetrica, vero’?”
“si… si lo era ed era anche bravissima!”
“e come se lo era… mi ricordo che era conosciuta come una delle migliori ostetriche di Roma!” ricordò l’ uomo.
“già…” Laura scosse la testa come per mandare via quei pensieri “beh, voi invece? Siete qui da molto?”
Annalisa rispose per prima “io e Rosario siamo da parecchio, Loredana sono quasi due anni, credo” aspettò un cenno d’ assenso della donna “mentre Sergio è qui da un annetto, è un neo specializzato in pediatria!”
Laura sorrise “ahh, lavori con Milani, allora!”
“si” rispose Sergio, e subito dopo aggiunse “ma guarda che, a dispetto del carattere, è un ottimo pediatra, eh… anzi, i bambini lo adorano! Sai, lui è molto bravo nei giochi di prestigio e i bimbi li incanta!”
“e mica solo quelli incanta Corrado…” commentò Nicola
Loredana lo guardò di traverso “e smettila Nicò!” poi tornò a guardare la Castelli “allora Laura, Alberta ti ha già fatto vedere l’ ospedale?”
“veramente no..”
“allora vieni, te lo faccio vedere io!” si offrì la donna
“ti ringrazio!”
Loredana portò Laura in giro per l’ ospedale, mostrandole gli uffici, il nido, la sala parto, la pediatria e la stanza delle infermiere.
A Laura piacque molto quel reparto. Non era affatto come il Galilei, così grande e austero. Ma in quelle stanze si respirava una serenità molto rara negli ospedali. Le pareti colorate, il caos, il leggero chiacchiericcio del personale trasmettevano un calore particolare.
Si, quello era proprio un bel posto.
Sara e Stefano si stavano finalmente godendo il meritato riposo. La città era bellissima e la giovane Guastalla era completamente rapita da quel luogo incantato. Erano felici, adesso sembrava davvero tutto perfetto. Stefano aveva finalmente chiuso con il passato e i suoi problemi giuridici. Era stato scagionato e non aveva perso tempo a chiedere a Sara di sposarlo. Era stato un lunedì di una tranquilla e bellissima serata, a cena fuori. E Sara ci pensata spesso a quel momento speciale, proprio come stava facendo adesso, stesa sul letto mentre aspettava che suo marito finisse la doccia.
FLASHBACK
Un tavolo. Due persone che si tengono la mano e si guardano negli occhi. Persi uno nello sguardo dell’ altro.
“Sai Sara, un giorno ti ho detto che avevo rinunciato da tempo a capire cosa teneva insieme due persone” comincia Stefano, leggermente imbarazzato da quello sguardo innamorato della compagna “beh, adesso l’ ho capito. In realtà l’ ho capito da un pezzo, quando ti ho incontrata, solo che… che ancora non me ne ero reso conto. Ma adesso l’ ho capito. Non ho più dubbi. Io ti amo, Sara. Sono innamorato di te e lo griderei a tutto il mondo. Forse… forse riderai, perché effettivamente è una cosa un po’ sciocca… ma io ti aspettavo da tempo, inconsciamente. E ora che ti ho trovata non voglio più perderti. Quindi… mi vuoi sposare?” L’ uomo tira fuori dalla giacca un meraviglioso anello d’ oro bianco, che porge a Sara. Lei non dice nulla. Non ci riesce, fa fatica a trattenere le lacrime. Ma non è molto brava in questo. E una, più ribelle delle altre, le solca il viso. Gli occhi luccicano più di quanto non abbiano mai fatto.
“si. Si, Stefano. Si, si, si e altre 1000 volte si. Voglio sposarti. Voglio essere tua moglie e restarti accanto per tutta la vita!”
E, con un dolce bacio pieno di significati, Sara e Stefano suggellano quel patto che, ma questo ancora non lo sanno, non avrebbero mai infranto.
FINE FLASHBACK